EMOZIONE DELVAUX di Rita Guidi

Le ombre del sogno abitano con garbo le atmosfere ovattate. 

Il risultato è straniante. 

Qualcosa di torbido, con eleganza. 
In questo senso è un piacere ancor più inatteso, la mostra appena “verniciata” alla Fondazione Magnani Rocca  “DELVAUX E IL SURREALISMO” (dal 23 marzo al 30 giugno 2013, a cura di Stefano Roffi insieme al Musée d’Ixelles-Bruxelles). 
Ricca, che basterebbe il piccolo (e immenso) De Chirico de “L’enigma della partenza” a giustificare una visita, la mostra raccoglie il fascino devastante dei maestri di un immaginismo di volta in volta cupo o accogliente, sensuale o inquietante. 
Ottanta opere che attraversano la metafisica di Giorgio de Chirico, appunto, ma anche il surrealismo di (quell’altro belga più grande del mondo che è) Magritte, e ancora Max Ernst, fino alle rayografie di Man Ray, per raggiungere lui: Paul Delvaux. 
“Cercavo negli altri l’alimento che mi permettesse di scoprire me stesso – affermava lui stesso – Perciò ho fatto pittura espressionista. Ho fatto pittura come quella di Ensor. C’era qualcos’altro che volevo trovare: fu allora che scoprii Giorgio de Chirico, e fu lui, d’un tratto, a mettermi sulla strada giusta”. 
Una strada nuda, sospesa, scandalosa. Prospettive reali tormentate dall’enigma di un senso (o di un non senso). Luoghi semplici, profili, oggetti, tormentati da una lacerazione appena percettibile del tessuto logico. E poi corpi. Classici o sfacciati. Quieti e nudi, come in una torsione torbida dell’arte che sceglie la carne. 
Si può pensare a Freud, rintracciare radici in una non lontana modernità come nei luoghi ancestrali della mitologia. Ma quel che resta è Delvaux: e il vuoto e il mistero sono affidati ai nostri occhi. 
DELVAUX E IL SURREALISMO
Un enigma tra De Chirico, Magritte, Ernst, Man Ray
Mostra a cura di Stefano Roffi insieme al Musée d’Ixelles-Bruxelles, col patrocinio dell’Ambasciata Belga in Italia. 
Catalogo a cura di Stefano Roffi con saggi di Arturo Carlo Quintavalle, Stefano Roffi, Laura Neve, Mauro Carrera, Elisa Barili, Pierre Ghêne (Silvana Editoriale). 
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma). Fino al 30 giugno.

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