ANALISI BIOENERGETICA: IL CARATTERE ORALE. A cura di Marcello Zoni

Continua il viaggio alla scoperta dei caratteri individuati da Lowen ed indicati nei suoi lavori “Bioenergetica” e “Il linguaggio del corpo” (solo per citarne alcuni). 


Questa settimana la dedicheremo al carattere definito “orale”. Ricordando brevemente che i caratteri sono concepiti come un’insieme di difese che si sono instaurate nel tempo in risposta a frustrazioni provenienti dall’ambiente, le difese del carattere orale si riferiscono tutte al secondo diritto del bambino, che viene minacciato o messo a rischio: il diritto di avere bisogno. 

Se durante i primi mesi di vita non si sono verificati rischi o pericoli che hanno messo in discussione il primo diritto, quello di esistere, allora il bambino procede nella sua evoluzione senza troppe difficoltà e attraversa, tra i 4-6 mesi e l’anno di vita, una fase in cui il suo bisogno principale è quello di essere nutrito, coccolato, accudito. 
In questo periodo il rapporto madre bambino determina in maniera molto più marcata che in altre fasi il suo sviluppo futuro. 
Una madre calda, accogliente, disponibile all’allattamento e attenta ai bisogni del figlio sarà una madre “sufficientemente” buona per trasmettere al bambino la fiducia di base, la sensazione che qualunque cosa accada lei sarà lì per lui e per accontentare i suoi bisogni. 
Si creerà, pertanto un legame di attaccamento sicuro, che favorirà il passaggio alle fasi successive, senza particolari traumi. 
Siamo sempre attorno al primo anno di vita e, come il carattere schizoide, anche il carattere orale nasconde una drammaticità e una vulnerabilità da non sottovalutare, poiché vengono minacciati i diritti fondamentali: vivere e avere bisogno.
Nei casi in cui, purtroppo, la mamma è più orientata ai suoi bisogni, o è una madre depressa dopo il parto, oppure è una madre carente in cure affettuose, o con poco latte a disposizione, può inconsapevolmente arrecare frustrazioni al bambino, che non potrà venire accontentato (parzialmente o totalmente) nei suoi bisogni. 
Ne conseguirà che, per mantenere l’amore della madre, il bimbo adotterà una serie di difese (comportamenti e assetti muscolari) che lo porteranno a negare il proprio bisogno. 
Il dilemma (inconscio) che attraverserà il bambino sarà il seguente: “io non sarò abbandonato se dimostrerò di non avere bisogno, o se sarò autonomo”. 
Pertanto il bambino inibirà, anche attraverso una contrazione muscolare, le azioni che lo portano ad avere bisogno degli altri e cercherà di fare tutto per dimostrarsi autonomo. Il vissuto di base del carattere orale è proprio la deprivazione, parziale o massiccia, di nutrimento, amore, coccole, calore. Tutti questi elementi sono necessari per lo sviluppo della sua fiducia di base. 
Immaginiamo per un momento che una madre rimanga in attesa di un figlio quando è ancora alle prese con lo svezzamento del primo. Il “ritiro” delle energie e l’investimento sul più piccolo determineranno probabilmente una diminuzione di cure, di attenzioni, di soddisfacimento dei bisogni del primogenito, che potrà essere visto e considerato come “il grande”, “quello già autonomo”, etc.
Ma in realtà, il primogenito, si adatterà alla nuova situazione attraverso il suo celarsi dietro ad un’apparente maschera di autonomia.
Il futuro adulto orale è un bambino che la madre (o l’ambiente esterno) hanno fatto sentire deprivato di cibo, cure, amore e che ha negato i suoi bisogni; entrerà, quindi, in contatto con il mondo negando a sé e agli altri i suoi veri bisogni e si dimostrerà sempre autonomo.
In situazioni stressanti, però, questa sua difesa crollerà, facendo sprofondare nuovamente la persona nella situazione di dover essere richiedente. 
Per non sentire tutto ciò, l’adulto con tendenze orali vivrà rifugiandosi dietro uno schema di “amare e dare tanto all’altro”, nella vana speranza di venire ricambiato e ricevere amore, calore e sostegno. 
Ho affermato che le cause “hanno fatto sentire” il bambino deprivato, questo non significa che la realtà sia stata scarsa o poco generosa. 
Quello che conta è il vissuto del bambino, le sue sensazioni ed emozioni. Può trattarsi semplicemente di un bambino che richiedeva più di quanto gli veniva dato, e l’impossibilità di non essere accontentato lo avrà fatto sentire come insoddisfatto, poco nutrito, coccolato, etc. Non è mia intenzione dare colpe alle madri o all’ambiente esterno, si tratta sempre di percezioni, sensazioni e vissuti interni personali, legittimi e naturali per tutti, non solo per i bambini.
Addentrandosi un po’ di più sulle caratteristiche, si può osservare che la qualità della rabbia del carattere orale è di tipo sadico; è una rabbia che non può trovare sostegno nella propria forza fisica, in quanto non si è sperimentata la fiducia in sé stessi, e di conseguenza sono tipiche le reazioni di “andarsene sbattendo la porta”, perché non si è in grado di sostenere la propria emozione e di controbattere con l’interlocutore di turno.
L’affermazione difensiva caratteristica è “non ho bisogno di te, non voglio chiedere”, che nasconde però l’affermazione “prenditi cura di me”. 
Il dilemma che vive il carattere orale è “se lo chiedo non è più amore, se non lo chiedo non lo avrò”. 
A questo carattere si associano spesso reazioni e atteggiamenti di passività, necessità, dipendenza.
La sua struttura corporea sarà contraddistinta da una postura che alla vista trasmette la sensazione di un corpo che si tiene aggrappato, la muscolatura è poco sviluppata, allungata e sottile, oppure gonfia, ma senza tono. Osservando il corpo dal fianco, si noterà una tipica postura a “punto interrogativo, con la schiena ricurva e il torace all’indentro, leggermente collassato, il bacino leggermente ruotato in avanti, in una posizione “scarica” di energia. 
In generale, il carattere orale presenta un basso livello di aggressività e un profondo bisogno di sostegno e cura; è caratterizzato da poca energia, da una carica debole tendente ad esaurirsi velocemente. 
Questo aspetto caratterizza anche il comportamento di queste personalità che si lanciano spesso in nuove iniziative o progetti per poi finire con il rinunciare ad essi per una mancanza di energia. 
Per questo può alternare momenti di euforia-eccitazione a momenti di crollo e depressione.
L’approccio al lavoro corporeo con questa tipologia caratteriale è di dare prevalentemente sostegno e fiducia alle proprie gambe, attraverso il grounding e altri esercizi che mirano ad incrementare la carica agli arti inferiori, che ci aiutano ad essere saldi, fermi e fiduciosi in noi stessi e nella realtà che ci circonda.
Il punto di maggior tensione fisica è localizzato nella gola e nel diaframma (dovute alle ripetute inibizioni del pianto). Anche le braccia si presentano deboli, scariche e con uno scarso tono muscolare.
Il suo lato in fiore (gli aspetti positivi), invece, sarà proprio quello derivato dalla sua grande generosità. 
Sarà una persona con elevata capacità di contatto con i bambini, avrà doti innate di altruismo e di predisposizione all’aiuto del prossimo. Senza generalizzare, nelle persone che svolgono professioni di aiuto (insegnanti, medici, infermieri, volontari, ecc..) si possono ritrovare tratti del carattere orale.

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