ANALISI BIOENERGETICA: COS’E’ IL GROUNDING ? A cura di Marcello Zoni

Questa parola, tradotta letteralmente dall’inglese, significa radicamento. 

In analisi bioenergetica rappresenta uno dei principi base del lavoro analitico e corporeo. 
Essere radicati é il contrario dell’essere fissati, o “appesi”, a qualche difesa che impedisce il libero scorrimento dell’energia e della vitalità all’interno del proprio corpo. 
Avere grounding significa avere un contatto adeguato con il suolo che ci sostiene. 
La maggior parte delle persone pensa di avere i piedi per terra. Questo è vero perché meccanicamente è proprio così ma in termini di energia, di sensazioni e di situazione psicologica non è sempre vero. 
Un’abitudine diffusa quando stiamo in posizione eretta é quella di serrare le ginocchia all’indietro, tenendo le gambe rigide e bloccate. In questo modo si interrompe il flusso di sensazioni che deriva dallo stare sulle nostre gambe e si rimane “appesi”, aggrappati ad un blocco. 
La differenza non si può comprendere se non si sperimenta di persona la differenza che c’è tra lo stare ‘sulle’ gambe e stare ‘nelle’ gambe. 
Grounding significa proprio questo, essere in contatto con se stessi, con le proprie gambe e con la realtà che ci sta intorno. 

É chiaro che non bastano pochi esercizi per radicarsi pienamente, ma é necessario un lavoro regolare e graduale per raggiungere quel senso di sicurezza e stabilità che solo radici solide possono dare. 

In un articolo delle scorse settimane ho scritto che tutto parte dai nostri piedi. La prima forma di grounding che avviene a livello biologico è la spinta che il neonato dà all’utero materno per poter uscire attraverso il canale del parto. La prima sensazione di avere i piedi in contatto con il mondo parte proprio da lì. 
È per questo che nelle classi di esercizi si lavora molto sulla parte bassa del corpo, attraverso un lavoro di presa di contatto delle sensazioni che arrivano ai nostri piedi, alle caviglie e alle gambe in generale. 
Quando si inizia a lavorare sulle proprie gambe  possono emergere sensazioni nuove e vibrazioni, che possono indurre il timore di cadere, di crollare, di non farcela a stare in piedi. 
Naturalmente questo non succede e, se si supera questo effetto iniziale, il risultato è di sentire pienamente le proprie gambe. 
Bioenergeticamente parlando, dice Lowen, nel sistema energetico di un organismo l’essere ben radicati ha come effetto la discarica dell’eccitazione in eccesso, proprio come avviene in un circuito elettrico ad alta tensione. 
L’accumulo di carica che avviene nell’organismo umano potrebbe essere pericoloso se la persona non fosse ben salda a terra.

L’individuo potrebbe avere qualche scompenso, diventare ansioso, isterico o cadere in una crisi. Perciò, quando nella nostra vita avviene che ci sentiamo molto su di giri, con tutta l’energia verso l’alto, è inevitabile che poi ci sia un crollo improvviso; se ci si sente ben saldi nelle gambe è più facile mantenere uno stato d’animo positivo più a lungo.

È per questo che il lavoro bioenergetico ha come obiettivo primario il grounding, cioè spostare l’energia verso il basso.
Non è un lavoro semplice, perchè i movimenti verso il basso spaventano più di quelli verso l’alto. 
Quando ci si lascia scendere, emergono sensazioni, emozioni che fino a quel momento il nostro organismo tratteneva, proprio come noi trattenevamo le gambe in una posizione di apparente solidità. 
Al grounding è associato quindi un maggior contatto con le proprie sensazioni ed emozioni, che nella vita cerchiamo di nascondere, e anche una difficoltà dello stare in piedi da soli.
Da adulti tutti siamo soli, ma la maggior parte delle persone non accetta questa realtà e dietro una facciata di indipendenza si aggrappa ai rapporti e sviluppa fissazioni. 
Solo riconoscendo la propria difficoltà a stare sui propri piedi si scopre con sorpresa di non essere soli perchè il rapporto con l’altro migliora. 
È la transizione che è difficile, perchè nell’intervallo in cui ci si lascia andare e quello in cui ci si sente con i piedi saldamente piantati per terra può accadere che si provi la paura di cadere. Proprio come accade nel bambino quando muove i primi passi.
Ma se da bambini siamo caduti e ci siamo rialzati, lo possiamo fare tranquillamente anche da adulti restituendo alle nostre gambe il ruolo di sostegno di noi stessi.
(Liberamente tratto da “Bioenergetica” di A. Lowen)

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