SUTHERLAND: IL MAESTRO INGLESE DEL NATURALISMO VISIONARIO

La sontuosità imperiale della vasca del Thomire… l’equilibrio aulico e antico dell’arte… il silenzio secolare e il verde domato del parco italiano… Non possono nulla… Non possono stringere nelle cornici (spesso assenti) o nei colori gridati, l’universo visionario di Graham Sutherland, qui raccolto in non troppe, raramente visibili, opere… 


“Considerato, al pari dell’amico-rivale Francis Bacon, uno dei capiscuola della pittura britannica contemporanea, molto amato dai più importanti critici della seconda metà del Novecento – quali Francesco Arcangeli, Roberto Tassi, Giovanni Testori – Sutherland viene riportato all’attenzione del pubblico e della critica per iniziativa della Fondazione Magnani Rocca, attraverso un’attenta selezione di opere, provenienti da collezioni riservate e in parte mai esposte, che documentano il suo percorso d’artista” 
L’immagine è presto materia… rilievo tangibile di una poetica (in senso letterale: visione del – suo – mondo )che trasforma il consueto… Il colore snaturato e forte “rilegge” insetti, ingigantiti e mostruosi… Grumi ferrosi svelano meccanismi inquietanti oltre cortecce di alberi, interpretazioni di fiori… 
“Se gli esordi risentono degli influssi del neo-romanticismo inglese, dagli anni “30 la sua pittura si carica di una drammaticità che la rende inquietante e visionaria tanto da farla accostare alla corrente surrealista con cui condividerà la Mostra Internazionale del 1936 a Londra, mostrando influssi di Picasso e di Klee. Sutherland sembra collegarsi soprattutto alle fonti primarie del Romanticismo, alla poetica del “sublime” di Blake, ma nella sua declinazione più amara, un “sublime” negativo espresso attraverso dissonanze cromatiche, segni netti dove tutto appare “dramma e lacerazione”, anche in conseguenza dell’esperienza della guerra” 
La natura è camaleontico mistero… Disturbante metamorfosi… Il tempo è mistero: guerra e redenzione… E i volti, anche i volti, sono ritratti d’anime che plasmano insieme se stesse e il mutamento… Fotografie di sconosciuti – come le mantidi, gli alberi, i paesaggi – che conosciamo benissimo… 
“Sono ritratti di amici, dei quali individua la sostanza psichica, il profilo intimo, ma ancor più di celebrità e potenti, come “Winston Churchill” Winston Churchill e molti aristocratici, non per adulazione ma per cogliere nelle fattezze umane i segni organici dell’esercizio di una strenua volontà di successo e potenza, spesso con pennello inesorabile, al punto che la moglie di Churchill, turbata, distruggerà il ritratto” 

Fondazione Magnani Rocca – Mamiano di Traversetolo (Parma) – Dall’8 settembre al 9 dicembre 2012

Rita Guidi 

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