5 DOMANDE A…MARCO CHIERICI a cura di Rita Guidi


1) Come, quando e perchè è nata l’idea di questi libri?
“ERI TU LA MIA FELICITA'” è una raccolta di sms d’amore che intendevo pubblicare prima di s. Valentino e mi sembrava una buona idea per discostarsi dalla diffusa banalità dei messaggi che oggi molti giovani si scambiano a centinaia. La mia idea dell’amor sublime mi porta d’istinto a ricercare parole che possano sfiorare dolcemente il cuore della persona amata anche per un semplice buongiorno. In questo libricino ne trovate oltre 150.
“100 domande all’uomo dei sogni” è sempre basato sul tema dell’amore e rappresenta il mio quesito inquieto dell’età matura: l’amore da film esiste nella realtà? L’uomo dei sogni esiste? Ed ecco che ho impostato una lunga intervista romanzata ad un personaggio particolarmente affascinante, colto, che vive a Venezia circondato da migliaia di libri e fa lo scrittore. Ho cercato con le cento domande di immedesimarmi nelle donne che vorrebbero trovarselo di fronte e con le risposte di abbracciare tutti i maggiori temi della vita.

2) Chi è Marco Chierici? Scrittore, autore di testi teatrali, di aforismi…? In quale genere ti senti piu’…nei tuoi panni?
Marco Chierici è un uomo nato nel secolo scorso, quando si respirava una genuina aria di ottimismo e curiosità nei confronti della vita…autore di sette libri e un’opera teatrale: “Vivienne” (in questi giorni ammessa alla finalissima del Premio Nazionale Nuova Rosa Editrice di Forte dei Marmi su 4000 partecipanti e già è premiata a Lugano in Svizzera ad un concorso internazionale). Sono orgoglioso di aver pubblicato sette opere in sette generi differenti:un romanzo d’amore, uno zibaldone, un saggio socio-politico, gli aforismi di “Acuità” (che mi ha permesso di essere inserito tra gli aforisti di tutti i tempi), la biografia del cantante Joe Ontario (mio grande amico), gli sms d’amore. Infine il mio “Vivienne”, che è il monologo teatrale del quale vado particolarmente fiero, soprattutto dopo che l’ho ascoltato, commosso, in versione audio magistralmente interpretato dall’attrice Teresa Fallai. Il genere in cui meglio mi esprimo è quello diaristico; prediligo anche le brevi citazioni dense di significato, non necessariamente aforismi puri, ma frasi che invitano a riflettere in questo mondo sempre più superficiale.

3) L’amore ai tempi degli sms…                   La brevità, i tvtb, uccidono il sentimento?
Non esattamente; non uccidono il sentimento ma lo privano di quel dolce romanticismo che merita. Certo, tutti noi abbiamo scritto frettolosamente un tvb, ma se vogliamo lasciare il segno dobbiamo sforzarci di trovare una frase sincera e non banale. Ad un’ora imprevista, senza un particolare motivo, ricevere inaspettatamente un bacio virtuale o una carezza sul collo credo faccia piacere a tutti, uomini e donne.



4) In questa società liquida, incerta, smarrita, flessibile, ha ancora senso parlare di uomo dei sogni?
(e dunque) Di sentimenti che durano tutta una vita? Di solidità (e serietà) insomma?
Soprattutto per quel che dici…società liquida, incerta, smarrita, flessibile, abbiamo bisogno di sentimenti veri, grandi, duraturi, puri. Odio assistere ad una popolazione intontita solo dal calcio, dalla formula uno, dalla politica ormai marcia e putrefatta e da una tv spazzatura. E’ indispensabile parlare di sentimenti e di amore e, perchè no, di illusioni. L’amore che fa battere il cuore a mille non può durare tutta una vita; questo è il lato doloroso dell’amore, la sofferenza che fa sempre precipitare nel burrone uno dei due amanti, affranto e deluso. Avevo solo diciotto anni quando scrissi che “bisogna sottrarre i sentimenti umani all’instabilità” già da adolescente avevo il terrore della fragilità delle nostre promesse d’amore. La solidità, la serietà, e anche la felicità dobbiamo trovarle in noi stessi per poter amare in modo limpido e trasparente e duraturo.

5) La tua prossima pagina? Cos’hai nel cassetto o cosa scriverai?
Ora, in questa primavera di quest’anno bisesto,  che per varie ragioni mi aggroviglia l’anima di forti emozioni personali, mi sento svuotato di ogni energia. Ho sempre i miei taccuini ovunque, sul grande comodino, in ufficio, in auto e scribacchio. Ho intenzione di completare un altra raccolta di aforismi; mi piace anche scriverli su belle immagini e gettarle in rete proprio come si fa con un messaggio in bottiglia lanciato in mezzo al mare; ho visto che girano all’impazzata tra centinaia e centinaia di internauti, i quali mi scrivono e condividono i miei pensieri. Ho un romanzo impegnativo che lasciai a metà e iniziai nel giorno in cui morì Papa Giovanni II, ma è un lavoro che richiede tanta concentrazione. Non so. Qualcosa dal mio cilindro tirerò fuori e ne sentirete parlare, spero. Leggetemi, sono un libro aperto, come l’anima di un bambino mai cresciuto.
Una cosa pero’ è certa. Mi piacerebbe dedicare un mio prossimo lavoro a mia moglie. Quando si parla del partner dei sogni e lo si cerca nei film, nel libri, negli incontri… a volte lo si trova proprio tra le mura di casa.
Io credo di essere un uomo fortunato e credo anche che molti uomini vorrebbero al proprio fianco una donna come quella che ho sposato io in un caldo giovedì di agosto di molto tempo fa. 

di RITA GUIDI
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